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Cimitero Acattolico di Roma


Ho scoperto questo posto davvero unico per puro caso. Passeggiando per il quartiere Testaccio di Roma ed arrivando verso la Piramide Cestia ho notato delle grandi mura, diverse però da quelle degli antichi fasti che circondano la città eterna. Seguendole mi sono imbattuto in un piccolo cancello e, varcata la soglia ho trovato un posto meraviglioso.

Il cimitero acattolico di Roma è un sepolcrale stile anglosassone. Ci sono molte tombe le une accanto alle altre immerse nel verde. Le ortensie le arricchiscono di colore mentre gli immensi cipressi danno ombra e riposo ai personaggi illustri che qui dimorano: Keats, Shelly e Gramsci.

Tra tutti i sepolcri spicca “l’angelo del dolore”. E’ una scultura in marmo e pietra realizzata nel 1894 dall’americano William Story per la sua consorte Emelyn.

L’angelo è inginocchiato davanti a un piedistallo, con la testa appoggiata sul suo braccio, mentre piange con il volto nascosto. La sua mano penzola impotente oltre il fronte del piedistallo, e la curvatura delle dita così ben dettagliata conferisce un’incredibile sensazione di tristezza e di vuoto all’intera parte frontale della scultura. Alcuni fiori di pietra sono sparsi alla base del piedistallo, come se l’angelo li avesse fatti cadere attanagliato dal dolore in un momento di sconforto. Anche le ali, che normalmente si ergerebbero alte, diritte e fiere, sono tristemente curve e piene di grazia sulla schiena dell’angelo, dando l’impressione che abbia perso la speranza. Il corpo si è come abbandonato totalmente al suo dolore e la sensazione che trasmette l’opera è di straziante umanità.

Il realismo che cumunica questa scultura è inimmaginabile.

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